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La prima comunicazione della giornata su “immigrazione ed educazione” è affidata a Francesco Susi, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre, che sostiene come il tema si presti a divagazioni retoriche.
L’immigrazione è un fatto recente rispetto ad altri paesi europei; data da qualche decennio. Ma si è perso tempo: è utile affrontare studi sulla letteratura scientifica di altri paesi, è utile che le Università studino l’offerta didattica fino a elaborare la laurea per mediatori culturale, ma c’è un gran bisogno di ricerche empiriche.
Una di queste è stata condotta anni fa proprio da Susi e altri collaboratori su commissione della Cgil. Riguardava docenti e allievi italiani di scuola elementare e scuola media di alcune grandi città: Milano, Bologna, Roma, Bari. Fu svolta con pochi mezzi e forse con qualche difetto metodologico, per cui non si possono enfatizzare i risultati. Oggi è in corso una nuova ricerca per verificarne la validità.
Da quella ricerca è emerso che gli operatori scolastici, particolarmente i docenti, di fronte ai fenomeni migratori si sentono lasciati soli, non ricevono una formazione adeguata, non hanno sussidi didattici. Denunciano però un grande spreco, perché la scuola ha saputo affrontare le immigrazioni, ma le esperienze non vengono documentate né messe in circolo.
Per quanto riguarda gli allievi, dalla ricerca è emerso che il loro atteggiamento verso i compagni “stranieri” cambia con il passaggio dalla scuola elementare alla media.
Sono state formulate due ipotesi per spiegare questo fatto. La prima sta nello statuto delle due scuole, nella differenza fondativa fra le due scuole. Nella scuola elementare sono infatti ammessi tutti i linguaggi, mentre nella media è la lingua italiana l’unico linguaggio consentito.
La seconda ipotesi è più pregnante e consiste nell’affermazione che col crescere dell’età, gli alunni italiani sono meno disponibili verso gli stranieri, perché dall’extra scuola vengono messaggi di indifferenza anche quando non si giunge ad essere xenofobi, o intolleranti, o razzisti. Il messaggio interculturale della scuola viene annullato dal mondo esterno (famiglia, mezzi di comunicazione, gruppo dei pari…).
Questo per dire che l’educazione interculturale riguarda tutti. Le risorse che sono disponibili vanno investite sugli italiani.
Kurt Lewin, costretto al sorgere del nazifascismo a emigrare negli Stati Uniti, asseriva che le relazioni fra i gruppi sono relazioni “di fronte” e che perciò bisogna studiare entrambi i gruppi. I problemi della minoranza sono in realtà i problemi della maggioranza. I problema dei neri è in realtà unproblema dei bianchi. È un problema di comunicazione, di relazioni.
Jean-Paul Sartre, dopo la seconda guerra mondiale, in “Antisemitismo”affermava che se l’ebreo non fosse esistito, l’antisemitismo lo avrebbe inventato.
In Polonia oggi non vivono più ebrei, ma l’antisemitismo è tuttora molto radicato.
Se il problema dell’immigrazione è un problema di relazioni fra “noi” e “loro”, bisogna interrogarci su “noi” e su “loro”.
Che cosa sappiamo degli stranieri? Nulla.
Non conosciamo nulla, nemmeno l’esatta entità, della più antica comunità presente in Italia, quella ebrea.
Non sappiamo nulla delle religioni, nonostante la grande rilevanza che ad esse viene assegnata.
Nei programmi scolastici non c’è nulla della cultura di miliardi di persone: cinesi, indiani…
Oltre a questa non conoscenza, abbiamo tra la nostra popolazione anche delle rimozioni.
Non appartiene alla memoria degli italiani il fatto che sono stati essi stessi dei migranti. Si calcola che vivano oggi fuori dall’Italia circa 60 milioni di persone di origine italiana. Quasi la stessa entità di quelli che vivono in Italia.
La seconda rimozione riguarda il colonialismo. L’avventura etiopica e i mezzi adoperati sono sconosciuti nella loro reale portata e hanno dato origine ad aspre polemiche sulla stampa (famosa quella tra Del Boca e Montanelli).
Altra rimozione riguarda l’antisemitismo. Le leggi razziali del ’38 erano perfette.
Se dunque l’immigrazione è un problema di relazioni, bisogna definire strategie per conoscere chi arriva e perché gli italiani conoscano se stessi.
Per concludere una citazione di padre Balducci: “ Noi viviamo in un’età planetaria, ma con una conoscenza neolitica”.
Servizi e comunicazioni
Agenda
- 2 APRILE | Riunione contrattazione del FUN a.s. 2024/2025. MIM, ore 10:30.
- 2 APRILE | Nuove indicazioni nazionali: incontro associazioni, sindacati e società civile per la scuola democratica. Aula Volpi, Università Roma III, via del Castro Pretorio, 20, dalle ore 10:00 alle 18:30.
- 3 APRILE | Convegno nazionale Proteo “Intelligenza artificiale, tecnologie e scuola. Contributi per una consapevolezza critica”. Roma III, ore 9:30. Partecipa Gianna Fracassi.
- 10 APRILE | Riunione su dotazioni organiche personale ATA. MIM, ore 11:00.
- 14-15-16 APRILE 2025 | Elezioni per il rinnovo delle RSU (rappresentanze sindacali unitarie).
- 30 APRILE | Prosecuzione trattativa definizione CCNL Istruzione e ricerca triennio 2022-2024. Aran, ore 11:00.
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