
Dirigenti scolastici. Riprende al MIM la contrattazione integrativa su retribuzione di posizione parte variabile e risultato 24/25
La trattativa non potrà chiudersi in tempi brevi a causa dei ritardi della certificazione delle risorse contrattuali confluite nel FUN a partire dal 2021. La FLC CGIL denuncia il rischio di pesanti restituzioni da parte dei dirigenti scolastici in servizio in scuole di fascia inferiore a quella dello scorso anno


Si è svolto mercoledì 2 aprile, alla presenza dei capi Dipartimento dott.ssa Palumbo e dott. Minnella, da pochi giorni a capo del Dipartimento Risorse, Organizzazione e Innovazione Digitale, l’incontro di contrattazione sulla retribuzione di posizione parte variabile e risultato dei dirigenti scolastici per l’anno scolastico 2024/25.
L’amministrazione ha illustrato una prima bozza del testo del CCNI e ha reso noto l’ammontare complessivo delle risorse del FUN 2024/2025, non ancora certificate dagli organi di controllo, che corrispondono a 284.111.299,86 euro lordo dipendente di cui l’85%, pari a 241.492.545,38 euro, per la retribuzione di posizione fissa e variabile e per le indennità di reggenza, il restante 15% pari a 42.616.684,48 euro per la retribuzione di risultato.
Oltre alle risorse contrattuali stanziate dall’art. 30 del CCNL firmato il 7 agosto 2024, il FUN comprende un finanziamento una tantum di 3 milioni di euro lordo stato – pari a 2.167.943,34 lordo dipendente – previsti dal decreto legge 155/2024.
L’attenzione del tavolo si è soffermata soprattutto sulle modalità di definizione della retribuzione di risultato conseguente alla procedura di valutazione che, com’è noto, prevede che gli esiti siano distribuiti su quattro livelli di cui tre con diritto alla retribuzione di risultato e uno insufficiente privo di retribuzione:
80-100 punti | livello ottimo |
55- 79 punti | livello buono |
31-54 punti | livello sufficiente |
fino a 30 punti | livello insufficiente |
Le parti hanno condiviso la proposta dell’amministrazione di mantenere differenze abbastanza contenute tra i tre livelli retributivi che potranno essere definiti solo al termine dell’anno scolastico, dopo la verifica del numero dei dirigenti scolastici collocati in ciascun livello, sulla base dei seguenti rapporti:
- livello ottimo 100
- livello buono 90
- livello sufficiente 80
Hanno inoltre individuato nel 5% dei dirigenti valutati con i punteggi più alti quelli a cui spetterà, in ciascuna regione, una maggiorazione pari al 30% del valore medio pro-capite dell’importo complessivo destinato alla retribuzione di risultato.
Ampio dibattito hanno invece suscitato la definizione degli importi della retribuzione di parte variabile spettanti a ciascuna delle fasce di complessità e dei criteri di individuazione dei dirigenti scolastici compresi nel 5% a cui spetta la maggiorazione del risultato, in caso di parità di punteggio.
Su queste tematiche l’amministrazione ha chiesto alle organizzazioni sindacali presenti di inviare nei prossimi giorni una sintesi scritta delle posizioni espresse.
La FLC CGIL nel suo intervento ha preliminarmente rilevato che, come previsto dal CCNL, ai dirigenti scolastici dovrebbe essere garantita la conoscenza degli importi stipendiali corrispondenti alla fascia di complessità delle scuole in tempo utile per le operazioni di mobilità per l’anno scolastico di riferimento. Tale obiettivo, conseguito dalla contrattazione integrativa nell’anno scolastico 2023/2024, è venuto meno nel corrente anno scolastico, a causa della tardiva definizione del decreto con cui sono state modificate le fasce delle scuole e, in ultimo, per la necessità di attendere la certificazione da parte degli organi di controllo del CCNI che ha quantificato le risorse contrattuali confluite nel Fondo Unico Nazionale (FUN) dei dirigenti scolastici a partire dal 2021 e quella relativa al decreto con cui è stato determinato l’ammontare definitivo delle risorse destinate alla retribuzione di risultato 2023/2024.
La FLC CGIL ha perciò evidenziato che l’obiettivo del riallineamento delle retribuzioni dei dirigenti scolastici all’anno di riferimento, dopo le estenuanti battaglie condotte per scongiurare l’incapienza del FUN e la restituzione di parte delle retribuzioni percepite, si è nuovamente vanificato e per molti dirigenti scolastici transitati a settembre 2024 in scuole di fascia inferiore a quella dell’anno precedente, si sta concretizzando l’incubo della restituzione di somme anche ingenti, perché il momento della firma del CCNI 2024/2025 e del conseguente adeguamento degli stipendi è ancora incerto e lontano.
Altrettanto concreto per la FLC è il rischio che lo stanziamento di 3 milioni una tantum solo per l’anno 2024 non consenta negli anni successivi il consolidamento delle retribuzioni di parte variabile che saranno stabilite con il CCNI 2024/2025.
Quanto alle altre questioni affrontate, la FLC CGIL ha auspicato soluzioni che diminuiscano le differenze retributive tra le fasce e individuino criteri oggettivi per l’accesso alla maggiorazione retributiva in caso di parità di punteggio di valutazione.
Al termine dell’incontro la FLC CGIL, facendo seguito ad una richiesta congiunta già inviata il 25 marzo scorso, ha sollecitato l’amministrazione a fornire chiarimenti sull’applicazione dell’art. 19 del CCNL Area V 2006-2009 relativamente agli incarichi assunti dai dirigenti scolastici per la realizzazione delle attività del PNRR, ad avviare tempestivamente il confronto sulla mobilità interregionale, fornendo i dati relativi agli organici e ai posti vacanti e a dare seguito all’applicazione degli altri istituti contrattuali, tra cui la valutazione dello stress lavoro – correlato dei dirigenti scolastici.
Daremo come sempre puntuali aggiornamenti sul prosieguo della trattativa.
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