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In Puglia tagliati 600 posti al personale docente

In ogni provincia previsti centinaia di sovrannumerari, classi più affollate e ridotte possibilità di stabilizzazione per i precari vincitori e idonei dei concorsi

11/04/2025
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A cura della FLC CGIL Puglia


Che il taglio agli organici del personale docente previsto dalla Legge di Bilancio di dicembre 2024 sarebbe stato grave lo sapevamo e contro questo ci siamo mobilitati e abbiamo scioperato negli scorsi mesi, prima dell’approvazione della legge. Non potevamo sapere con quali criteri il taglio sarebbe stato applicato nelle diverse regioni, ma oggi, a margine dell’incontro di informativa svoltosi in USR lo scorso martedì 8 aprile, lo scopriamo e verifichiamo tutti gli effetti più nefasti nella nostra regione. La Puglia paga il suo dazio con una riduzione dell’organico docente superiore al 10% rispetto alla riduzione complessiva; la nostra regione è seconda per numero assoluto di posti tagliati solo alla Lombardia, alla Campania e alla Sicilia (di pochissimo, considerando poi che queste regioni hanno un organico complessivo molto più alto della Puglia) con i suoi 598 posti in meno.

Riduzione dei posti per provincia

Bari

-157

Bat

-72

Brindisi

-60

Foggia

-104

Lecce

-106

Taranto

-99

Puglia

-598

Si potrebbe argomentare che non si tratti di una grande riduzione, dato che si passa da 45.931 posti in organico di diritto a 45.333, ma gli effetti di questa riduzione si stanno già traducendo in gravi difficoltà per il personale docente di ruolo e, nei prossimi mesi, toccherà agli aspiranti docenti rendersene conto direttamente. In una regione a posti tendenzialmente tutti coperti questo significa qualche centinaia (si può ipotizzare all’incirca un migliaio in regione) di docenti soprannumerari (costretti alla mobilità forzata nei prossimi giorni, con conseguente interruzione della continuità didattica), classi sovraffollate nel prossimo anno scolastico, minori possibilità di arricchire l’offerta formativa (tempo pieno e non solo) e contrastare la dispersione scolasticaminori chance di assunzione in ruolo per le migliaia di docenti precari vincitori e idonei dei concorsi già svolti e in via di svolgimento. E a nulla vale l’incremento contestuale dei posti in organico di diritto di sostegno nella nostra regione (+ 138) a fronte di un nuovo sensibile incremento degli alunni con disabilità rispetto al 2024/25 (quasi 1.000 alunni con disabilità in più su tutta la regione).

Gli effetti del taglio agli organici del personale docente saranno acuiti anche dagli interventi di riforma voluti con furia ideologica dal Governo e dal ministro dell’Istruzione. Le classi della sperimentazione della filiera tecnologico-professionale, il cosiddetto 4+2, dovranno essere costituite anche in deroga al numero minimo ordinamentale e questo non farà che aumentare il numero degli alunni nelle classi ordinarie, soprattutto nelle scuole secondarie di secondo grado, rendendo difficilissimo il compito degli insegnanti soprattutto nelle scuole inserite in contesti sociali più problematici. Se già oggi è frequente incrociare classi con 5/6 alunni con disabilità, il prossimo anno scolastico, la situazione peggiorerà ancora di più.

Numero studenti Puglia 2025/26

Territorio

n° studenti

di cui 

con disabilità

Bari

163.566

7.450

Bat

49.828

3.066

Brindisi

47.881

2.636

Foggia

77.588

4.344

Lecce

95.374

3.557

Taranto

71.845

3.459

Puglia

506.082

24.512

La Puglia, come tutte le regioni d’Italia, perde studenti da diversi anni a questa parte. Si tratta chiaramente del riflesso di una dinamica demografica, sociale ed economica che non viene affrontata con gli adeguati strumenti straordinari di politiche pubbliche, necessari in questa fase così lunga di spopolamento della regione. Tuttavia, proprio per questo le scelte di intervento del Governo di operare con una morsa che tra taglio agli organici docenti, incremento dell’età pensionabile e riforme ordinamentali impoverisce il sistema pubblico d’istruzione e riduce le possibilità di lavorare con serenità per chi vi opera o vorrebbe farlo, facendo ricadere le conseguenze principali proprio sugli studenti e sulle famiglie più fragili.

La logica dei tagli all’istruzione è inaccettabile perché mina alle fondamenta il compito della scuola che deve tornare ad essere uno strumento di coesione sociale che riduce le diseguaglianze, invece di acuirle. Non ci rassegneremo mai a queste logiche, volte al sostanziale smantellamento della scuola statale, e come FLC CGIL, a tutti i livelli, continueremo a produrre il massimo impegno per contrastarle, insieme alle RSU che saranno elette nelle nostre liste col voto del prossimo 14, 15 e 16 aprile.

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