Docente esclusa ingiustamente dalle supplenze: il Tribunale di Piacenza accoglie il ricorso
La decisione rappresenta un importante precedente per tutti i docenti penalizzati dall’errato funzionamento della procedura informatizzata di nomina.


A cura della FLC CGIL di Piacenza
Il Tribunale di Piacenza, con la sentenza n. 509/2025 del 25 marzo 2025, ha accolto il ricorso presentato dall’avv. Francesco Americo della FLC CGIL, coadiuvato dalle avv. XX e XX di Piacenza, nei confronti del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM), riconoscendole il diritto della lavoratrice al conferimento di un incarico di supplenza per completamento su spezzone orario.
Il caso
La docente, inserita nella seconda fascia delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) per l'anno scolastico 2023/2024, aveva impugnato l'assegnazione degli incarichi annuali, lamentando di essere stata pretermessa nella sua sede di preferenza per la classe di concorso di appartenenza. In particolare, veniva evidenziato che, nel primo turno di nomina, le era stato attribuito un incarico di sole 8 ore nonostante la disponibilità di ulteriori spezzoni compatibili con il suo profilo professionale.
L'insegnante ha documentato come il sistema informatizzato di assegnazione delle supplenze abbia violato i criteri stabiliti dall’Ordinanza Ministeriale n. 60/2020 e dall’art. 12 dell’OM 112/2022, attribuendo incarichi a candidati con punteggio inferiore.
Il verdetto del Tribunale
Dopo ampia discussione il Tribunale ha riconosciuto la fondatezza delle doglianze della docente, ritenendo illegittimo il mancato conferimento dell’incarico di supplenza spettante.
La sentenza ha riconosciuto il diritto della docente a un completamento orario fino a 18 ore settimanali, già a partire dal primo turno di nomina; condannando il Ministero a riconoscere ai fini giuridici l’incarico di supplenza annuale che le spettava, con attribuzione del relativo punteggio nelle graduatorie GPS; nonché a risarcire il danno economico subito, corrispondente alle differenze retributive maturate dal mancato conferimento dell'incarico.
Implicazioni del caso
Il Tribunale di Piacenza ha ribadito che la mancata assegnazione di una supplenza a chi ne ha diritto comporta un obbligo risarcitorio da parte dell’Amministrazione, in linea con la consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione.
La decisione rappresenta un importante precedente per tutti i docenti penalizzati dall’errato funzionamento della procedura informatizzata di nomina e potrebbe aprire la strada a ulteriori ricorsi da parte di insegnanti che si ritengano ingiustamente esclusi.
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