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Messaggero: Ferroni: «Vocabolario scarso e spesso saltano di palo in frasca»

«La scuola certamente ha le sue responsabilità, ma anche quando la scuola fa cose straordinarie capita che i giovani abbiano dei problemi di scrittura e di comprensione. Il loro sapere è aleatorio, come se non avesse fondamenta, ”svapora” con facilità

24/08/2009
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Il Messaggero

ROMA - Professor Ferroni, da italianista come giudica i ragazzi?
«Hanno gravi lacune, per le matricole delle nuove generazioni occorre fare educazione alla scrittura. Troppi errori di grammatica, di sintassi e difficoltà nell’uso del congiuntivo o nella costruzione di frasi complesse. Molti hanno un vocabolario scarso e difficoltà di comprensione del lessico mediamente colto o tecnico», all’intervista risponde Giulio Ferroni, docente di Letteratura italiana del Dipartimento di Italianistica della Sapienza.
Problemi di comprensione dei testi e di scrittura, quali le cause?
«Per alcuni sms e chat sono l’unica scrittura, i ragazzi non scrivono e leggono poco. L’uso del linguaggio rapido, superficiale, non costruito, allontana dal confronto e dalla razionalità del ragionamento. Da ciò dipende un cattivo uso della lingua e se ne vedono i risultati. Quindi le matricole non fanno solo errori di grammatica e di sintassi, hanno anche scarsa familiarità con la costruzione logica delle frasi. Le loro argomentazioni, spesso, sono irrazionali. Saltano di palo in frasca, senza sequenze logiche tra un concetto e l’altro. Insomma, scrivono periodi senza capo nè coda».
Di chi le colpe?
«La scuola certamente ha le sue responsabilità, ma anche quando la scuola fa cose straordinarie capita che i giovani abbiano dei problemi di scrittura e di comprensione. Il loro sapere è aleatorio, come se non avesse fondamenta, ”svapora” con facilità. Credo che molto dipenda dal mondo in cui sono immersi, un mondo irrazionale, superficiale, sprezzante nei confronti della cultura, dominato dall’“usa e getta”, senza alcuna finalità. E poi non dimentichiamo i guasti della tv».
A. Ser.


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