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Mattino-Tutor per gli alunni Moratti: ai ribelli sanzioni disciplinari

LA RIFORMA DELLA SCUOLA Tutor per gli alunni Moratti: ai ribelli sanzioni disciplinari Roma. Non bastasse la polemi...

25/08/2004
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Il Mattino


LA RIFORMA DELLA SCUOLA
Tutor per gli alunni Moratti: ai ribelli sanzioni disciplinari
Roma. Non bastasse la polemica sulle graduatorie, a riscaldare il clima alla vigilia dell'inizio del nuovo anno scolastico arriva un'altra questione che riguarda l'applicazione della riforma Moratti. Secondo i sindacati (e anche a parere di parecchi dirigenti scolastici) alcune previsioni della legge Moratti, come ad esempio quella relativa al tutor, possono essere disattese facendo appello all'autonomia scolastica, secondo il ministero ciò non solo non è possibile ma se messo in pratica va sanzionato.
Per sgombrare il campo da ogni dubbio, a fine giugno, da viale Trastevere è partita una nota riservata indirizzata ai direttori degli uffici scolastici regionali in cui si ricorda che la riforma è legge dello Stato e dunque sostanzia un preciso e inderogabile dovere di osservanza e si invitano i direttori regionali ad attivare interventi anche di carattere disciplinare in presenza di comportamenti che configurino violazioni delle norme vigenti.
Una nota che fa infuriare il sindacato. "Rappresenta un atto di inaudita gravità" tuona il segretario generale della Flc-Cgil Enrico Panini. "Le decisioni assunte dalle scuole, per quanto riguarda l'attuazione della legge 53 sulla scuola sono decisioni professionali pienamente legittime perchè le norme sull'autonomia scolastica sono in vigore" spiega il sindacalista ricordando che "il decreto legislativo n. 59 non abroga né espressamente né implicitamente il dpr 275 sull'autonomia". "Per quanto ci riguarda - prosegue - le leggi vanno applicate e la prima legge che va applicata è la costituzione. Peraltro, che alcune previsioni della legge Moratti possano essere disattese dalle scuole (come, ad esempio, il tutor) è un dato che emerge dalle stesse norme emanate dal ministero". Panini considera poi "un fatto gravissimo" la minaccia di sanzioni disciplinari contenuta nella nota.
"Premesso che non esistono più le sanzioni disciplinari per i dirigenti scolastici (come afferma il contratto e come viene reso noto da una successiva nota del ministero, n.710 del 20 maggio 2002), la indeterminatezza dei comportamenti che dovrebbero essere censurati, per quanto riguarda i docenti - afferma - rende tutta la minaccia abbastanza paradossale. Salvo che non si voglia sanzionare il dissenso, gli unici comportamenti individuabili sono quelli collettivi (cioè le delibere degli organi collegiali), che non possono essere sanzionati ma, eventualmente, impugnati. In realtà - conclude il leader della Flc-Cgil - si prendono a pretesto iniziative (del tutto legittime) che si sono svolte nelle scuole per inviare note come questa perchè si vuole solo intimorire, fare pressioni, dissuadere in previsione dell'avvio del nuovo anno scolastico".
La Cgil ricorda a questo proposito che da maggio si sono registrati da parte del ministero "una serie di interventi censori tesi a considerare l'attuazione delle norme relative all'autonomia scolastica come una scelta illegittima".



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